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AQUARIO: LA STORIA DIETRO AL MITO

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Con l’ingresso del Sole in Aquario, la capra-pesce, l’animale mitologico simbolo del Capricorno, viene ‘spazzata via’ dal portatore di acqua, il simbolo dell’Aquario. Come segno d’aria fisso, l’Aquario condivide i doni ottenuti scalando la montagna del Capricorno e riforma la società a beneficio di tutti. Attraverso la padronanza della mente, si risveglia alla realtà della vera natura dell’umanità.

L’Acquario è un segno maschile, governato da Saturno ed Urano, ed è equilibrato e completato dal segno opposto del Leone, governato dal Sole. Ma mentre il Leone esprime la realizzazione dell’individuo, la cui volontà è al servizio dell’Io, l’Aquario segna il passaggio dell’individuo allo stadio superiore attraverso la valutazione delle affinità elettive. L’autocoscienza leonina si espande nella coscienza di gruppo tutta aquariana. L’individuale diventa universale, dopo aver servito se stesso si dedica al mondo.

Spesso, il segno dell’Aquario, viene scambiato per un segno d’acqua per ragioni comprensibili. Acquario significa “d’acqua” o “portatore d’acqua”, il glifo deriva dal geroglifico egizio dell’acqua e la costellazione mostra un uomo che versa acqua da un’urna. Così l’Acquario versa l’acqua della vita dalla sua urna come forza vitale cosmica, portatrice di energia creativa e conoscenza, nonché di purificazione attraverso il rinnovamento.

L’Aquario è un segno complesso con due pianeti governatori che non vanno d’accordo. Urano è il padre di Saturno, Saturno è il sovrano classico, mentre Urano è quello moderno: in qualche modo sembra un controsenso. Gli antichi non conoscevano Urano, quindi Saturno era la scelta più ovvia per rappresentare la continuazione del viaggio dal Capricorno al servizio della società in generale in Aquario.

Ma gli antichi avevano anche un diverso senso del sé come individui in relazione alla società. Erano inseriti nella comunità e avevano meno libertà di scelta su come si sarebbe svolta la loro vita. Urano è stato scoperto nel 1781 durante l’Età dei Lumi e la Rivoluzione Scientifica, quando l’individualismo ha cominciato a prendere piede. Forse solo ora possiamo iniziare a capire il vero significato di questo segno.

L’Aquario rappresenta la necessità di riformare e far crescere la civiltà. Le strutture della società ristagnano e declinano se non vengono cambiate attraverso la visione, l’innovazione e la rivoluzione. Ma questo processo non è sempre positivo e può creare conseguenze indesiderate che portano alla disintegrazione e al caos – qualcosa che conosciamo fin troppo bene in questi tempi.

Nel migliore dei casi, la collettività lavora insieme in amicizia per creare uguaglianza, libertà e pace per tutti. Ma raramente funziona così perché si scontra con il lato ombra dell’Aquario. Come segno d’aria, tende ad avere un problema con gli istinti e le emozioni, e una grande paura dell’irrazionale. Il lato disordinato dell’umanità lo mette a disagio e preferisce l’atmosfera rarefatta del mondo astratto della mente.

Questo si riflette nel mito di Urano e nel suo amore per il raffinato, e odio per il rozzo, per l’incivile. Proprio come Urano rifiuta le sue creazioni deformi, l’Aquario vuole rinnovare l’umanità in qualcosa che assomigli all’ideale che ha in testa.

È per questo che le visioni utopiche si trasformano in distopie e le rivoluzioni non finiscono mai bene. Possono funzionare in astratto, ma si ritorcono contro la realtà quando l’ideale si scontra con il reale. In altre parole, Saturno – il principio di realtà – secondo il mito, castra Urano – principio dell’ideale. Da questo atto violento nascono le Erinni (greche), dee della vendetta che puniscono i crimini contro l’ordine naturale.

W. A. Bouguereau ‘Oreste inseguito dalle Furie’

Le Furie (le Erinni romane) rappresentano ciò che accade quando le persone sono sopraffatte dal desiderio fanatico di cambiare il mondo. Il loro idealismo e la mancanza di connessione con la realtà possono portarli a diventare ciò contro cui combattono. Il fanatismo si alimenta da solo e si polarizza in un’estremizzazione che non può che sfociare nel nichilismo. La Rivoluzione francese ne è l’esempio perfetto: Robespierre diede il via al Regno del Terrore e finì per perdere la testa.

Non c’è niente di male negli ideali e nelle visioni umanitarie di un futuro più equo, ma la natura umana non può essere cancellata così facilmente. Il fanatico cerca di costringere la realtà a conformarsi a un ideale. Ma alla fine l’ideale sarà costretto a seguire le regole della realtà.

Forse possiamo incolpare Prometeo per questo dilemma. Questo è senz’altro il mito che più si avvicina al segno dell’Aquario. Il mito del furto del fuoco rappresenta un cambiamento di coscienza che ci rende umani. Ci separa dalla natura e crea il desiderio di trascendere il mondo istintuale e di creare cultura. È un impulso civilizzatore che ci avvicina agli dei. Ma ci sono delle conseguenze.

Gli dei sono gelosi e non vogliono condividere la loro conoscenza.

Prometeo sapeva cosa sarebbe successo se si fosse messo contro Zeus, ma lo fece comunque. Ciò implica che il furto del fuoco era necessario, essenziale per la sopravvivenza e l’evoluzione dell’umanità. Ma questo non significa che possiamo evitare le conseguenze. C’è un costo da pagare.

Prometeo paga per la sua ribellione, e anche noi.

L’aumento della coscienza crea sofferenza. Diventiamo consapevoli che moriremo, ma dobbiamo comunque vivere e trovare un senso. Siamo divisi contro noi stessi, consapevoli del bene e del male. La sofferenza che si crea può innescare una parte repressiva della psiche che cerca di impedirci di svegliarci, come Saturno che castra Urano.

Risvegliarsi alla verità di chi si è, è una grande responsabilità. Più fuoco rubate, più coscienza avete e più oscurità dovete affrontare e integrare nel vostro essere. Questo non significa che l’oscurità scompaia o venga trasmutata, anche se in parte potrebbe. Significa soprattutto scendere a patti con la realtà così com’è e accettare la sofferenza che non si può cambiare.

L’Aquario, naturalmente, cercherà sempre di cambiare le cose, di eliminare la sofferenza, di migliorare la vita di tutti e rovesciare l’ordine naturale. È una visione nobile, ma il suo successo dipende dall’umiltà. Non potremo mai essere liberi se non rispettiamo i limiti della realtà e non diamo agli dei ciò che spetta loro. Se l’Acquario riesce a liberarsi del proprio ego, può realizzare grandi cose al servizio dell’umanità. Ma l’idea di diventare Dio deve essere abbandonata. Non si diventa Dio. Voi siete già Dio – non il vostro ego, non il piccolo sé – ma il Cristo o il Buddha interiore.

La visione acquariana si basa sulla realizzazione del Capricorno e riconosce che tutti gli esseri sono interconnessi. Il Sé di uno è il Sé di tutti. Non si tratta di voi come ego individuale, ma di come vi interconnettete con il tutto senza perdere il senso di sé come individuo.

Ma per capire veramente questo, abbiamo bisogno del prossimo segno…i Pesci.

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